I pensieri dei miei studenti

domenica 11 settembre 2011

La metafora del Ficus Benjamin


Di solito, quando si va in un vivaio a comprare una pianta (ma anche in un supermercato), si tende a scegliere l'esemplare più bello, il più sano, il più forte. Io no. Io scelgo le piante emarginate e sofferenti. In un certo senso le salvo (finché è possibile) e soprattutto le libero.
E' capitato così che in un angoletto buio di un supermercato ho trovato questo piccolo Ficus Benjamin. Bello vero? Peccato che qualche idiota aveva previsto per lui un destino di sofferenza inaudita. Infatti attorno al fusto c'erano stretti due pezzi di fil di ferro.



Con il crescere della pianta, quindi col suo ingrandirsi, il filo di ferro era entrato dentro la fibra legnosa, fino a quasi tagliare del tutto i piccoli fusti laterali.


Io non scelgo le piante più belle e più forti. Io scelgo le piante che soffrono e che stanno ai margini più bui. E finché posso, le curo e le libero.
Buon pro' vi faccia.

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