Esprimere giudizi sui gusti musicali altrui è tanto consueto quanto stupido. Cos'è la musica? Chi decide cosa è musica? E' davvero sufficiente far vibrare un'ancia o dar di percussione per dire che quella è musica? Assolutamente no. La musica è un fatto soggettivo. Decidiamo noi cos'è musica e cosa non lo è. E poi, dipende anche dai momenti.
Spesso non ci si rende conto del fatto che la musica che ascoltiamo copre altri suoni, magari più evocativi. Allora, se ci concentriamo proprio su quegli altri suoni, è anche possibile stabilire una nuova poetica del suono, una poetica personale e nessuno può impedirci di dire, ad esempio, che il vento in quanto tale, in se stesso, produca un suono, il più 'bello' del mondo. Ma andiamo oltre, spingiamoci senza timore ancora più in là.
In una scena del film 'Il Postino' di Massimo Troisi, si vede il protagonista che, con un microfono, registra il suono delle stelle. Le stelle producono suoni? Ma certo, un suono chiamato impropriamente silenzio. E siamo sempre noi a decidere che quel silenzio è suono. Possiamo anche decidere che tutto quello che acusticamente emerge da quel silenzio è suono, un fruscio, un cinguettio, una moto che passa... E' incontestabile, e nessuno ha il diritto di criticare questa nostra scelta musicale.
Più o meno è questo il senso del lavoro di John Cage, nel quale affondo con estremo interesse e in cui mi riconosco. Minimalismo e concettualismo trasportano l'Universo nel nostro io. Il brano 4' 33'' di John Cage è qui eseguito dall'orchestra, ma esiste la versione per solo pianoforte (QUI). Buon ascolto.
In una scena del film 'Il Postino' di Massimo Troisi, si vede il protagonista che, con un microfono, registra il suono delle stelle. Le stelle producono suoni? Ma certo, un suono chiamato impropriamente silenzio. E siamo sempre noi a decidere che quel silenzio è suono. Possiamo anche decidere che tutto quello che acusticamente emerge da quel silenzio è suono, un fruscio, un cinguettio, una moto che passa... E' incontestabile, e nessuno ha il diritto di criticare questa nostra scelta musicale.
Più o meno è questo il senso del lavoro di John Cage, nel quale affondo con estremo interesse e in cui mi riconosco. Minimalismo e concettualismo trasportano l'Universo nel nostro io. Il brano 4' 33'' di John Cage è qui eseguito dall'orchestra, ma esiste la versione per solo pianoforte (QUI). Buon ascolto.
PS. A proposito di silenzio, visitate il blog di Greta Barbarino
0 vostri pensieri:
Posta un commento